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Actualizaciones regulatorias
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IN SINTESI Il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 24 agosto 2026, n. 6596, chiarisce che l’art. 108, comma 9, del d.lgs. n. 36/2023 impone all’operatore economico di dichiarare la totalità dei costi della manodopera e degli oneri di sicurezza aziendali nell’offerta economica, a pena di esclusione, ma non di esporne il dettaglio analitico delle singole componenti. La distinta questione della congruità di quei costi appartiene invece al diverso ambito della verifica di anomalia ex art. 110, che scatta solo in presenza di “elementi specifici” e non in automatico. Per RUP e operatori economici, il messaggio operativo è netto: l’indicazione aggregata è sufficiente per superare il vaglio di ammissibilità, mentre eventuali dubbi sulla sostenibilità dell’offerta vanno fatti valere con la prova della manifesta incongruità, non con la sola ...
IN SINTESI Il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 24 agosto 2026, n. 6596, chiarisce che l’art. 108, comma 9, del d.lgs. n. 36/2023 impone all’operatore economico di dichiarare la totalità dei costi della manodopera e degli oneri di sicurezza aziendali nell’offerta economica, a pena di esclusione, ma non di esporne il dettaglio analitico delle singole componenti. La distinta questione della congruità di quei costi appartiene invece al diverso ambito della verifica di anomalia ex art. 110, che scatta solo in presenza di “elementi specifici” e non in automatico. Per RUP e operatori economici, il messaggio operativo è netto: l’indicazione aggregata è sufficiente per superare il vaglio di ammissibilità, mentre eventuali dubbi sulla sostenibilità dell’offerta vanno fatti valere con la prova della manifesta incongruità, non con la sola ...
Costo manodopera coincidente con la stima della PA: offerta presunta sostenibile
IN SINTESI Il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 26 agosto 2026, n. 6662, ha affermato che se il costo della manodopera indicato dall’operatore economico coincide con quello stimato dalla stazione appaltante, l’offerta si presume finanziariamente sostenibile. Nel caso esaminato, il costo orario di 19,40 euro, calcolato su 28.200 ore/anno, risultava conforme ai minimi salariali di quattro CCNL e coerente con l’importo indicato nel disciplinare di gara. La Corte ha inoltre chiarito che spetta all’operatore economico giustificare, non alla stazione appaltante presumere come sospetto, un eventuale ribasso rispetto al costo di manodopera stimato in gara. Il caso deciso dal Consiglio di Stato La vicenda trae origine da un ricorso in appello proposto da un RTI concorrente contro l’aggiudicazione di una gara di servizi. In primo grado, l’aggiudicata...
IN SINTESI Il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 26 agosto 2026, n. 6662, ha affermato che se il costo della manodopera indicato dall’operatore economico coincide con quello stimato dalla stazione appaltante, l’offerta si presume finanziariamente sostenibile. Nel caso esaminato, il costo orario di 19,40 euro, calcolato su 28.200 ore/anno, risultava conforme ai minimi salariali di quattro CCNL e coerente con l’importo indicato nel disciplinare di gara. La Corte ha inoltre chiarito che spetta all’operatore economico giustificare, non alla stazione appaltante presumere come sospetto, un eventuale ribasso rispetto al costo di manodopera stimato in gara. Il caso deciso dal Consiglio di Stato La vicenda trae origine da un ricorso in appello proposto da un RTI concorrente contro l’aggiudicazione di una gara di servizi. In primo grado, l’aggiudicata...
Interdittiva antimafia: prima va valutata la prevenzione collaborativa
IN SINTESI Con la sentenza n. 1602/2026, il Tar Calabria, sede di Catanzaro, ha annullato un’interdittiva antimafia perché la Prefettura non aveva valutato, prima di adottarla, la possibilità di applicare le misure di prevenzione collaborativa previste dall’art. 94-bis del d.lgs. 159/2011. Il principio, ormai consolidato, impone all’Amministrazione un onere specifico di motivazione: deve spiegare perché il caso non rientra nell’agevolazione occasionale, presupposto delle misure collaborative, prima di ricorrere alla misura più gravosa. Per RUP e stazioni appaltanti significa verificare sempre, negli atti prefettizi, la presenza di questa motivazione rafforzata. Il caso: interdittiva senza valutazione della prevenzione collaborativa La vicenda decisa dal Tar Calabria riguarda un’impresa colpita da interdittiva antimafia che ha impugnato il provvedimento...
IN SINTESI Con la sentenza n. 1602/2026, il Tar Calabria, sede di Catanzaro, ha annullato un’interdittiva antimafia perché la Prefettura non aveva valutato, prima di adottarla, la possibilità di applicare le misure di prevenzione collaborativa previste dall’art. 94-bis del d.lgs. 159/2011. Il principio, ormai consolidato, impone all’Amministrazione un onere specifico di motivazione: deve spiegare perché il caso non rientra nell’agevolazione occasionale, presupposto delle misure collaborative, prima di ricorrere alla misura più gravosa. Per RUP e stazioni appaltanti significa verificare sempre, negli atti prefettizi, la presenza di questa motivazione rafforzata. Il caso: interdittiva senza valutazione della prevenzione collaborativa La vicenda decisa dal Tar Calabria riguarda un’impresa colpita da interdittiva antimafia che ha impugnato il provvedimento...
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IN SINTESI Il Consiglio di Stato, con la sentenza della Sez. V n. 6562 del 20 agosto 2026, stabilisce che l’affidamento in house della concessione demaniale non è utilizzabile come soluzione ponte per coprire il tempo necessario a bandire la nuova gara. Manca infatti, nella disciplina dei servizi pubblici locali e di interesse economico generale, una norma che legittimi l’in house providing “nelle more” della procedura selettiva. E la proroga tecnica prevista dall’art. 120, comma 11, del Codice dei contratti pubblici per il tempo strettamente necessario alla conclusione della gara non è estendibile in via analogica alle concessioni demaniali marittime. L’ente che affida in house deve sempre motivare in modo puntuale la convenienza economica e i benefici per la collettività, non la sola urgenza organizzativa. Il caso: la gestione provvisoria in att...
IN SINTESI Il Consiglio di Stato, con la sentenza della Sez. V n. 6562 del 20 agosto 2026, stabilisce che l’affidamento in house della concessione demaniale non è utilizzabile come soluzione ponte per coprire il tempo necessario a bandire la nuova gara. Manca infatti, nella disciplina dei servizi pubblici locali e di interesse economico generale, una norma che legittimi l’in house providing “nelle more” della procedura selettiva. E la proroga tecnica prevista dall’art. 120, comma 11, del Codice dei contratti pubblici per il tempo strettamente necessario alla conclusione della gara non è estendibile in via analogica alle concessioni demaniali marittime. L’ente che affida in house deve sempre motivare in modo puntuale la convenienza economica e i benefici per la collettività, non la sola urgenza organizzativa. Il caso: la gestione provvisoria in att...
Costi di malattia e infortuni non azzerabili nelle gare pluriennali
IN SINTESI Il TAR Campania, Napoli, Sez. IV, con la sentenza 17 agosto 2026, n. 4995, ha confermato l’esclusione di un’impresa dalla gara per azzeramento dei costi obbligatori di malattia, infortuni e formazione del personale in sede di verifica di anomalia dell’offerta. Il Collegio ha chiarito che tali voci di costo, legate a eventi ordinari e fisiologici del rapporto di lavoro, sono imprevedibili nel singolo caso ma statisticamente certe e non possono essere azzerate, soprattutto negli appalti di durata pluriennale. Le agevolazioni INPS e INAIL non giustificano, da sole, la decurtazione integrale di queste voci, perché operano su un piano diverso rispetto ai costi connessi alle assenze del personale. Il caso: azzeramento dei costi obbligatori e verifica di anomalia La vicenda riguarda un’impresa esclusa da una procedura di gara in sede di verifica di anomalia...
IN SINTESI Il TAR Campania, Napoli, Sez. IV, con la sentenza 17 agosto 2026, n. 4995, ha confermato l’esclusione di un’impresa dalla gara per azzeramento dei costi obbligatori di malattia, infortuni e formazione del personale in sede di verifica di anomalia dell’offerta. Il Collegio ha chiarito che tali voci di costo, legate a eventi ordinari e fisiologici del rapporto di lavoro, sono imprevedibili nel singolo caso ma statisticamente certe e non possono essere azzerate, soprattutto negli appalti di durata pluriennale. Le agevolazioni INPS e INAIL non giustificano, da sole, la decurtazione integrale di queste voci, perché operano su un piano diverso rispetto ai costi connessi alle assenze del personale. Il caso: azzeramento dei costi obbligatori e verifica di anomalia La vicenda riguarda un’impresa esclusa da una procedura di gara in sede di verifica di anomalia...
Errore nel caricamento dell’allegato di gara: l’esclusione è legittima...
IN SINTESI Il TAR Campania, Napoli (Sez. I, sentenza 13 agosto 2026, n. 4976) ha confermato che l’esclusione gara per errore allegato offerta tecnica è legittima quando il disciplinare qualifica quel documento come elemento essenziale dell’offerta, a pena di inammissibilità. Nel caso esaminato, l’operatore economico aveva caricato la documentazione sulle certificazioni al posto dell’Elenco prodotti offerti, campo obbligatorio del sistema telematico. Il giudice ha escluso qualsiasi obbligo della Commissione di ricostruire la volontà del concorrente o di attivare il soccorso istruttorio, richiamando i principi di autovincolo, autoresponsabilità e parità di trattamento tra concorrenti. La decisione conferma un orientamento consolidato del Consiglio di Stato sulla non sanabilità delle omissioni relative all’offerta tecnica. Il caso: allegato sbagliato al...
IN SINTESI Il TAR Campania, Napoli (Sez. I, sentenza 13 agosto 2026, n. 4976) ha confermato che l’esclusione gara per errore allegato offerta tecnica è legittima quando il disciplinare qualifica quel documento come elemento essenziale dell’offerta, a pena di inammissibilità. Nel caso esaminato, l’operatore economico aveva caricato la documentazione sulle certificazioni al posto dell’Elenco prodotti offerti, campo obbligatorio del sistema telematico. Il giudice ha escluso qualsiasi obbligo della Commissione di ricostruire la volontà del concorrente o di attivare il soccorso istruttorio, richiamando i principi di autovincolo, autoresponsabilità e parità di trattamento tra concorrenti. La decisione conferma un orientamento consolidato del Consiglio di Stato sulla non sanabilità delle omissioni relative all’offerta tecnica. Il caso: allegato sbagliato al...
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IN SINTESI Il TAR Sardegna, Sez. I, con la sentenza 12 agosto 2026, n. 1109, ha confermato che il consorzio stabile può rilasciare alle proprie consorziate le attestazioni esperienziali richieste dalla legge di gara, agendo nei rapporti interni come “committente privato”. Il Collegio ha respinto l’eccezione di carenza di terzietà, ribadendo che il consorzio stabile è soggetto giuridico autonomo rispetto alle consorziate e unico contraente con la stazione appaltante. Le prestazioni eseguite materialmente dalle consorziate, su incarico del consorzio, possono quindi essere certificate da quest’ultimo e utilizzate a fini curricolari nelle gare successive. Il caso: la certificazione contestata e l’eccezione di terzietà La controversia decisa dal TAR Sardegna nasce dall’impugnazione di un’aggiudicazione da parte di un concorrente che contestava l...
IN SINTESI Il TAR Sardegna, Sez. I, con la sentenza 12 agosto 2026, n. 1109, ha confermato che il consorzio stabile può rilasciare alle proprie consorziate le attestazioni esperienziali richieste dalla legge di gara, agendo nei rapporti interni come “committente privato”. Il Collegio ha respinto l’eccezione di carenza di terzietà, ribadendo che il consorzio stabile è soggetto giuridico autonomo rispetto alle consorziate e unico contraente con la stazione appaltante. Le prestazioni eseguite materialmente dalle consorziate, su incarico del consorzio, possono quindi essere certificate da quest’ultimo e utilizzate a fini curricolari nelle gare successive. Il caso: la certificazione contestata e l’eccezione di terzietà La controversia decisa dal TAR Sardegna nasce dall’impugnazione di un’aggiudicazione da parte di un concorrente che contestava l...
Segreto tecnico o commerciale nell’offerta tecnica: l’accesso prevale...
IN SINTESI Il TAR Liguria, Sez. I, con la sentenza 11 agosto 2026, n. 1025, ribadisce che l’accesso all’offerta tecnica non può essere limitato sulla base di una generica dichiarazione di know-how da parte del concorrente aggiudicatario. La qualifica di segreto tecnico o commerciale va riservata solo a elaborazioni specialistiche, riutilizzabili in una pluralità indeterminata di appalti e capaci di generare un vantaggio competitivo reale se mantenute riservate. In mancanza di questi requisiti, prevale il principio di trasparenza delle procedure di gara, e l’interesse difensivo del concorrente che chiede l’accesso pesa ulteriormente a favore dell’ostensione, pur restando necessario un bilanciamento caso per caso con le esigenze di riservatezza legittimamente motivate. Il caso: accesso all’offerta tecnica oscurata per segreto commerciale La controver...
IN SINTESI Il TAR Liguria, Sez. I, con la sentenza 11 agosto 2026, n. 1025, ribadisce che l’accesso all’offerta tecnica non può essere limitato sulla base di una generica dichiarazione di know-how da parte del concorrente aggiudicatario. La qualifica di segreto tecnico o commerciale va riservata solo a elaborazioni specialistiche, riutilizzabili in una pluralità indeterminata di appalti e capaci di generare un vantaggio competitivo reale se mantenute riservate. In mancanza di questi requisiti, prevale il principio di trasparenza delle procedure di gara, e l’interesse difensivo del concorrente che chiede l’accesso pesa ulteriormente a favore dell’ostensione, pur restando necessario un bilanciamento caso per caso con le esigenze di riservatezza legittimamente motivate. Il caso: accesso all’offerta tecnica oscurata per segreto commerciale La controver...
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IN SINTESI Il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 10 agosto 2026, n. 6457, ha stabilito che il termine previsto dall’art. 110, comma 2, del d.lgs. n. 36/2023 per la richiesta di spiegazioni sul prezzo o sui costi proposti dall’operatore economico non è perentorio, ma ordinatorio. Il suo mancato rispetto da parte della stazione appaltante non determina quindi l’illegittimità della procedura di verifica dell’anomalia, né fa decadere il potere istruttorio della PA. La decisione conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato, valorizzando la discrezionalità tecnica dell’amministrazione nell’accertare la congruità dell’offerta. Il caso deciso dal Consiglio di Stato La vicenda esaminata dalla Sez. V riguarda una procedura di verifica dell’anomalia dell’offerta, nella quale la stazione appaltante, dopo aver ricevuto i ...
IN SINTESI Il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 10 agosto 2026, n. 6457, ha stabilito che il termine previsto dall’art. 110, comma 2, del d.lgs. n. 36/2023 per la richiesta di spiegazioni sul prezzo o sui costi proposti dall’operatore economico non è perentorio, ma ordinatorio. Il suo mancato rispetto da parte della stazione appaltante non determina quindi l’illegittimità della procedura di verifica dell’anomalia, né fa decadere il potere istruttorio della PA. La decisione conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato, valorizzando la discrezionalità tecnica dell’amministrazione nell’accertare la congruità dell’offerta. Il caso deciso dal Consiglio di Stato La vicenda esaminata dalla Sez. V riguarda una procedura di verifica dell’anomalia dell’offerta, nella quale la stazione appaltante, dopo aver ricevuto i ...
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IN SINTESI Il Decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107 (c.d. “Decreto Infrastrutture e PNRR”), introduce all’articolo 1-bis la facoltà per le stazioni appaltanti di sospendere temporaneamente il recupero dell’anticipazione del prezzo nei contratti di lavori pubblici in corso di esecuzione, disciplinata dall’articolo 125 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). La misura, pensata per attenuare gli effetti del caro-prezzi di materiali da costruzione, carburanti ed energia legato alle tensioni in Medio Oriente, si attiva solo su richiesta dell’appaltatore, non è automatica, opera nei limiti delle risorse disponibili e non oltre il 31 dicembre 2026. Restano esclusi gli interventi finanziati, anche solo in parte, con risorse PNRR. Il Senato ha approvato in via definitiva la legge di conversione il 5 agosto 2026; la norma diventerà pienamente oper...
IN SINTESI Il Decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107 (c.d. “Decreto Infrastrutture e PNRR”), introduce all’articolo 1-bis la facoltà per le stazioni appaltanti di sospendere temporaneamente il recupero dell’anticipazione del prezzo nei contratti di lavori pubblici in corso di esecuzione, disciplinata dall’articolo 125 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). La misura, pensata per attenuare gli effetti del caro-prezzi di materiali da costruzione, carburanti ed energia legato alle tensioni in Medio Oriente, si attiva solo su richiesta dell’appaltatore, non è automatica, opera nei limiti delle risorse disponibili e non oltre il 31 dicembre 2026. Restano esclusi gli interventi finanziati, anche solo in parte, con risorse PNRR. Il Senato ha approvato in via definitiva la legge di conversione il 5 agosto 2026; la norma diventerà pienamente oper...
L’avviso esplorativo per il partenariato pubblico privato non avvia la procedura...
IN SINTESI Con la sentenza n. 4917 del 7 agosto 2026, la Sez. I del Tar Campania, Napoli, ha stabilito che l’avviso pubblico esplorativo volto a sollecitare manifestazioni di interesse per un partenariato pubblico privato non integra un atto di avvio di una procedura di affidamento. Ne discende che l’amministrazione non deve possedere, in questa fase, la qualificazione prevista dall’art. 5, comma 5, dell’Allegato II.4 al d.lgs. n. 36/2023, necessaria solo per le successive fasi di progettazione, affidamento ed esecuzione. La pronuncia chiarisce anche che la pendenza di una proposta di project financing non impedisce all’ente di indire una nuova indagine di mercato aperta ad altri operatori, perché il proponente vanta solo un’aspettativa di fatto, non un affidamento giuridicamente tutelato. Il caso: avviso esplorativo e proposta di project financing ...
IN SINTESI Con la sentenza n. 4917 del 7 agosto 2026, la Sez. I del Tar Campania, Napoli, ha stabilito che l’avviso pubblico esplorativo volto a sollecitare manifestazioni di interesse per un partenariato pubblico privato non integra un atto di avvio di una procedura di affidamento. Ne discende che l’amministrazione non deve possedere, in questa fase, la qualificazione prevista dall’art. 5, comma 5, dell’Allegato II.4 al d.lgs. n. 36/2023, necessaria solo per le successive fasi di progettazione, affidamento ed esecuzione. La pronuncia chiarisce anche che la pendenza di una proposta di project financing non impedisce all’ente di indire una nuova indagine di mercato aperta ad altri operatori, perché il proponente vanta solo un’aspettativa di fatto, non un affidamento giuridicamente tutelato. Il caso: avviso esplorativo e proposta di project financing ...
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IN SINTESI Con la sentenza n. 6412 del 6 agosto 2026, la Sez. V del Consiglio di Stato ha stabilito che l’escussione della cauzione definitiva, quando è conseguenza diretta della revoca dell’aggiudicazione, resta atto autoritativo e rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, non in quella del giudice ordinario. Il Collegio ha riformato la sentenza di primo grado, che aveva qualificato la controversia come una questione risarcitoria di natura precontrattuale. La regola pratica per RUP e operatori economici: se l’escussione della garanzia è collegata a un provvedimento di esclusione o di revoca, il ricorso va proposto davanti al TAR, non al giudice civile. Il caso: revoca dell’aggiudicazione ed escussione della cauzione definitiva La vicenda riguarda un operatore economico (nella sentenza indicato come Cetola) che, dopo la revoca dell̵...
IN SINTESI Con la sentenza n. 6412 del 6 agosto 2026, la Sez. V del Consiglio di Stato ha stabilito che l’escussione della cauzione definitiva, quando è conseguenza diretta della revoca dell’aggiudicazione, resta atto autoritativo e rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, non in quella del giudice ordinario. Il Collegio ha riformato la sentenza di primo grado, che aveva qualificato la controversia come una questione risarcitoria di natura precontrattuale. La regola pratica per RUP e operatori economici: se l’escussione della garanzia è collegata a un provvedimento di esclusione o di revoca, il ricorso va proposto davanti al TAR, non al giudice civile. Il caso: revoca dell’aggiudicazione ed escussione della cauzione definitiva La vicenda riguarda un operatore economico (nella sentenza indicato come Cetola) che, dopo la revoca dell̵...